Le 24 ore di treno sono avviamente diventate trenta - interminabili, torride, polverose. I giornali di oggi dichiaravano a gran voce che ieri sono stati toccate le temperature massime negli ultimi dieci anni: 46 gradi in Uttar Pradesh (dove passava il nostro ignaro treno), 48.9 a Ganganagar, dove arriveremo domani mattina. Un vero inferno, non avevo mai patito cosi' tanto il caldo in vita mia - mi sembrava di avere un phon acceso in faccia. In tutto il nord del paese ci sono gia' state 56 morti per il caldo, oltre ad un centinaio di nuovi suicidi dovuti a fallimenti del raccolto. Una silenziosa catastrofe.
Nell'ultimo villaggio dove siamo stati (si chiamava Nimshirgaon, ma da li' non sono mai riuscita a scrivere) di suicidi recenti ne abbiamo incontrati tre. E quando da testate di giornale diventano eventi reali che coinvolgono famiglie intere, lo stomaco reagisce in maniera diversa. Ho intervistato vedove a cui non era rimasto nulla, se non un pezzo di terra arido che non sapevano coltivare e che spesso erano costrette a vendere per ripagare i debiti del marito. Molte non possono neanche uscire di casa, secondo un obbligo tacito del villaggio. Altre sfidano le malelingue, avventurandosi guardinghe verso le pozze d'acqua a mezzo kilometro di distanza trasportando enormi pesi per i vicini di casa in cambio di qualche rupia. Sopravvivono con sei, sette, otto rupie al giorno, magre, ammalate, aspettando una morte che puo' solo portare sollievo.
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Sono stata accettata anche alle ultime due universita' dove avevo fatto domanda. Panico. Ho bisogno di una mano per scegliere. Cmbridge, LSE, Soas o Sussex? A Cambridge ho una borsa di studio, alla LSE sono previsti due anni, uno a Londra, uno a Parigi.
Un abbraccio.
