06 novembre 2009




























Bubbles (in Gucha)







30 ottobre 2009

..appena arrivati








Zingaro, Segesta, uno zingaro a segesta











Stromboli (cos'altro aggiungere?)
























Elena..sposata!




14 settembre 2009

Barcelona, quattro impressioni











Kenya, 28 days work and one day of holiday..




































13 settembre 2009

50 di Mamma, Maggio 2009




























23 novembre 2008

Campeggiando, Norfolk (June 2008?)

..e' passato molto tempo, ma una gita del genere non si dimentica facilmente. Quattro giorni lungo le fredde scogliere del Norfolk, quattro amici in cammino.


Ringrazio Dan, un fenomenale Sudafricano, per alcune delle foto..

Comincia tutto cosi'

"Vetta" (in Inghilterra non esistono montagne)

Temporale in arrivo
Legna per il fuoco (sono io, in caso non si capisse)
Finalmente caldo
Esistono ancora i treni a vapore?
Gara di precisione (malriuscita)
Jekyll and Hyde (1)
Jekyll and Hyde (2)

Imitando il colonello (James)

Miss Britain



Quintessenza Inglese

Sembro impazzita

Ancora fuoco (giocando a Pictionary sui sassi)

20 novembre 2008

Ultimi mesi a Cambridge

Esami a fine Maggio, balli a Giugno, laurea a Luglio.. Mesi intensi, oltre qualsiasi aspettativa. Queste foto sono un assaggio - sarebbe difficile descrivere un periodo tanto tumultuoso.

I balli? Costava oltre £100 entrare. Io ho passato meta' serata raccogliendo i rifiuti (facendo la raccolta differenziata): sono entrata gratis.











20 aprile 2008

Stoccolma

Non riuscivamo a credere ci fosse il sole


Pelle
..consultando le mappe, il primo giorno
Lungo i moli
chi è più vero?
Il vascello affondato


(non abbiamo mangiato altro!)

se per caso d'inverno un viaggiatore
Erin

Tutto il mondo è paese
Inconfondibilmente lei








Il nostro ostello





19 aprile 2008

Qualche foto sparsa da Cambridge

Si, lo confesso, sono prese da Facebook e per una volta ci sono anche io..


Il mio compleanno

(avevamo sei torte in totale, per tutti i nati a gennaio!)
Carnevale.. (io ero un cespuglio)


Natale

Karaoke a New Hall

Cambridge -Oxford boat race

famigerati "bobbies"

Bangra dancing dopo la sconfitta clamorosala chiamavano bocca di rosa
la barca in fondo è quella di Cambridge.. Oxford ci ha distrutto
Sono fuori dal tunnel
..Oxford sucks
Londra, al suo meglio

17 marzo 2008

In Scozia, da Benjy

Quasi un mese fa - ma meglio tardi che mai..





..abbiamo raccolto legna come due bambini, ossessionati dall'idea di creare statue, maschere, idoli
Benjy ha trasportato questo tronco per oltre cinque chilometri..


Attrazione animaleCon mamma

Al telefono con papà (questa è la prova)





20 febbraio 2008

Varie ed eventuali..

Nessun tema dominante - solo qualche scatto di cose che mi hanno fatto ridere negli ultimi mesi..

Never say never
In biblioteca con Bernhard
San Valentino (red and pink party)
red and pink party
Basta
(?)
Picnic con cavoletti di bruxelles e cavolo rosso
red and pink party (2)
red and pink party (3)

Solo per nonno, di fiore in fiore

Quando sono venuta in Inghilterra, immaginavo giornate buie, grigie, ed interminabili di pioggia. Ed invece il sole splende, ed i fiori sono impazziti - come non li ho mai visti prima.. Sarà che comincio ad affezionarmi?








05 gennaio 2008

Istanbul

Istanbul è una citta in bianco e nero. Una donna sessantenne nuda davanti ad uno specchio, più bella di quanto non lo sia mai stata, ma melanconica al ricordo della perfezione giovanile.
I suoi abitanti sembrano trarre forza dal passato mitico che li giustifica, al tempo stesso schiacciandoli. Non si sentono degni di Bisanzio, di Costantinopoli, e quindi inventano nuovi eroi per potersi sentire ancora parte di una favola. Il culto ossessivo della figura di Ataturk, padre della patria, ne è una manifestazione. Il suo volto pingue, a volte quasi 'Draculesco', fa capolino dalle mura di bar e ristoranti, dai traghetti, le piazze, le case dilapidate. Neanche le multicolori divinità induiste ricevevano tanta venerazione nelle case dei fedeli.

Ataturk (1)
Ataturk (2)
Ataturk (3)Behind the veil (1)Behind the veil (2)
Lilliput
TaksimGran Bazar
Inside the mosque (1)Inside the mosque (2)
Inside the mosque (3)
Inside the mosque (4)
Inside the mosque (5)what future?
Frammenti di un discorso amoroso
Otrakoy
Piccioni d'amore
Leggendo il giornale. In piedi, al sole.
Forse un mattino
Istanbul

La città si estende a perdita d'occhio, avvinghiata alle sue sette colline originarie, ma tanto affamata da averne ingurgitate altre decine. Negli ultimi quindici anni la popolazione è triplificata, raggiungendo i 12 milioni, alcuni dicono 15. Dal mare non si vede che un fronte compatto di case - palazzine rosa, gialle e celesti che si ergono verso il cielo, accatastate, spesso vuote, circondate da fango e blocchi di cemento.

Development?
love in veils

Geometrie divine, Moschea BluA piedi nudi, Moschea Blu
Tra mare e terra
Red is a slow colour
Beyond the voidCosa nostra
..for the birds



Two roads diverged in a yellow wood

..e la Famiglia


Polly and Bella
Bella
Nonno Keith, il festeggiato
La torta, un vecchio signore dai lunghi capelli bianchi alla macchina da scrivere..
Theo & GeorgeAubrey and Christy
B & NHamam..
Luna



Lotte fraterne (1)
Lotte fraterne (2)
Lotte fraterne (3)

25 dicembre 2007

Natale 2007

Un piccolo tributo al cibo di papà, dedicato ai nonni. Perchè il natale "è cosa di famiglia..".







22 novembre 2007

Balene, puffi, conigli e fenicotteri

divinità latente
Cambridge è un mondo strano.
Piccola com'è, riesce comunque a sorprendermi, svelandosi a poco a poco. Mi capita di correre verso una classe di statistica, e di trovarmi davanti una balena che galleggia in maniera surreale in mezzo a delle palazzine anni settanta. Passeggio la domenica lungo il fiume, ed accanto mi scorrono barche piene di ragazze travestite da puffi, o conigli, o renne, o pecore..

Siamo eccentrici, perchè è duro confessarsi che siamo qui quasi per caso. Come ha detto Andrea quando è venuto a trovarmi, "mi sembra che siete tutti normali". Lo siamo, e facciamo cose strane per dimostrare il contrario. Le leggende, dopotutto, si creano. E così capita di bussare alla porta di un amico e di essere accolti da un'ondata di fumo e dal suono di un grammofono nel sottofondo che sussurra poesie. Eliot, letto da Eliot. E cinque ragazzi che sorseggiano vino, commentando.

Io, qui, mi destreggio tra gli estremi. Da una parte invidiosa dell'atteggiamento aggressivo di chi cerca lavoro sottoponendosi a test e interviste costanti, dall'altra affascinata da quelli che si lasciano andare - ballando salsa, remando, organizzando dibattiti. Studio, più degli altri (sono di una lentezza madornale a scrivere). Medito sul futuro e attendo workshop sul come fare documentari. Arrampico...

Non cambio.


Red is a slow colour (1)Puffi. In barca.
'Dottore delle biciclette' galleggiante - solo a Cambridge
Con Risa, quattro giorni dopo la nascita di sua figlia
Formal hall (vestito nero e tacchi.. ma non si vede niente!)
Red is a slow colour (2)
Fenicotteri e origami
Esistono balene postmoderne? (1)
Esistono balene postmoderne? (2)
Late for a very important date

04 novembre 2007

Lake district


Dedico queste poche foto alla memoria del mio amico Vinnie Carta, ucciso questa stessa Domenica da una macchina, mentre vagava per Cambridge in bicicletta.





Lotta del calzino (1)
Lotta del calzino (2)
Greg

28 ottobre 2007

Halloween..

No Parking

JackBerries.. and berries (Eve falls in temptation)
Little girl from the prairie/Russian maid
beyond the window

19 ottobre 2007

Con Irfan
'separates light from dark'
'Ivy Maria'
Humpty Dumpty
Uno, nessuno, centomila
Mukul, Timor, Elena, Jacob, Irfan, Siddhartha, Nishantha.. ed io.Timor
Contemplando
Towards the heavens
Elena
St John's
..abstain from writing thereupon..
Siddhartha
..verso sud
bestiali inseguimenti
Lasciate ogne speranza o voi ch'entrate
Perchè no?
Nishantha

18 ottobre 2007

Difficile trovare un istante per scrivere - un momento di silenzio, di introspezione. Passo così tanto tempo ad analizzare il mondo che mi gira attorno, nel tentativo di non essere travolta dalla valanga di possibilità che questa minuscola cittadina offre, che aggiungere foto su un blog è un'attività marginale. Soprattutto dato l'utilizzo spropositato che si fa di Facebook da queste parti - un network parallelo che fino a pochi mesi fa viveva solo nei racconti fantasmagorici di mio fratello Benjy, ma che qui è quasi un principio di organizzazione sociale.. il mio odio per la tecnologia non può che aumentare.
Sono qua da una ventina di giorni, ma mi sembra una vita. E la cosa più buffa è che mi sento davvero a casa, parte di una famiglia di spaesati internazionali. C'è il ragazzo kossovaro che ha studiato a Chicago innamorandosi irrimediabilmente degli Stati Uniti, l'afgano di origini mongole che ama ballare la salsa, la brasiliana che ha vissuto anni in Tailandia, il timido indiano che fugge alla fine di ogni lezione, il pakistano sposato che se la intende con ogni ragazza del corso, l'americana-bionda-che-si-vergogna-di-essere-americana-bionda, il malese ultra-cristiano che tenta di convertirci tutti quanti, la bella libanese che si vuole riscattare dal suo passato di consulente pubblicitaria.. Ognuno geniale a modo suo.
Fuggo a letto, presa dal sonno. Lascio qualche foto per dare un primo assaggio.

Morning dew
King's Parade, bicycle rush hour
King's chapel
Scorciatoie En la tela de la araña
Cena di matricolazione (con alcuni amici del college)
Assorbendo il sole..
The 'peak' district (dove di 'peaks' se ne vedono pochi..)
Bernard
Irfan
Compagni di pianerottolo (e di micro-stanze)
'Wine and cheese night'

02 ottobre 2007

Passare dagli ottant'anni di mia nonna, con tanto di ballerina del ventre, alle guglie strabilianti di Cambridge, mi ha lasciata confusa. Mi sembra di essere entrata in un libro di Harry Potter, dove tutto oscilla tra verità e magia, tra mantelli orlati di blu e cene (disgustose) servite su enormi tavoli di legno. L'università non mi ha mai coccolata tanto - dal primo giorno di corso ci è stato consegnato un enorme plico dove vengono spiegati i temi di ogni singola lezione dei prossimi mesi, incluse le letture consigliate per affrontarle.. Follia, per noi italiani. Ovunque vado c'è una lettera che mi attende, una persona che quasi freme per aiutarmi, una data già fissata, una festa di accoglienza in corso. Oggi mi sono addirittura segnata alla fondamentale 'mountaineering society' di Cambridge - nella pianura più vasta d'Inghilterra sono persino riusciti ad inventarsi le montagne..


Anny Granny's eightieth birthday
Figli
Compagni
Nipoti
Linger in the night (1)Linger in the night (2)
Colonne d'Ercole
The gherkin
BanskiCasa. Nuova.






26 settembre 2007

..leaving Rome









18 settembre 2007

Eres toda de espumas delgadas y ligeras

In direzione ostinata e contraria




Dopo lunghi silenzi ho deciso che qualche foto potesse rallegrare questo sito in decadenza. Ultimamente sono un pò ossessionata dalle nuvole.. mi scuso a priori.

Cotton candy
Jitomate
Ravello
Papà e Flavia
I spySomewhere, over the rainbow
Possible worlds (1)
Possible worlds (2)Possible worlds (3)
Possible worlds (4)Atrani, nonno Keith alle prese con la pallavolo (!)
Flora
DianeMargherita
Paolo e Michele
Mum and Chess
ChiccoMum
Nicky
Benjy

17 settembre 2007

..un'altra notte bianca



09 luglio 2007





Nel quartiere degli dei, dove il fango diventa divino, prima di poter tornare ad essere fango.






Una statua piccola costa 10.000 rupie. Ogni artigiano ne crea circa 20 l'anno - idoli che sorgono gloriosi per pochi mesi, per poi essere gettati nel fiume in autunno, sacrificati nelle acque da cui sono nati.
Shattered gods





Soumita


Monsoon

Fighting for a pre-paid taxi

In the office in an un-office like way (Jibesh's birthday)







26 giugno 2007

Ritorno

24 ore
La faccia dell'uomo che sputa e' meravigliosa..

Frammenti di DelhiMorning tea
Tornei interminabili di 'sweep' (un gioco geniale del Bengal)
Sari stesi lungo i binari
Monsone dalla finestra di un treno (1)
Monsone dalla finestra di un treno (2)
'Generale'
Howrah bridge


Verso sera



Cielo d'oriente

Quando l'ho viste sono impazzita. Luna e Saturno in una danza turco-pakistana..

Anche gli angeli cadono

La quiete dopo la tempesta

Arrampicata su un serbatoio non mi sento neanche in colpa a fotografare tutto quello che mi e' stato impedito in questi ultimi mesi.
Le case che si vedono nelle foto sono quelle degli Zamindar, i famosi 'castelli' di cui ho parlato diverse volte - ostentazione di una ricchezza spesso piu' apparente che reale. Nella seconda foto si intravede il Gurudwara (tempio dei Sikh), nella terza si scorgono alcune protuberanze delle zone povere (infotografabili).




In casa di Darshan Sing



Rose, bimbe bianche, coppe scolorite e vecchi saggi barbuti - tutto quello che ci vuole per l'immaginario 'panteistico' indiano..
Il padrone di questa casa, pancia enorme e volto sudato, e' stato piu' volte campione nazionale di Kabaddi, un'assurdo sport in cui i concorrenti devono riuscire a fare un'incursione in campo nemico, essere toccati e tornare nel proprio campo senza mai smettere di ripetere 'Kabaddi' (e, fondamentalmente, senza mai respirare).
P.s. Per chi volesse dettagli... http://en.wikipedia.org/wiki/Kabaddi, oppure http://www.kabaddi.org/

Dalla finestra




22 giugno 2007

Qualche foto tecnica (cortesia di Vikas)

Malkit Singh

Locally manufactured pump
Winnowing machine Disc plough



'Cosa vedi nel futuro di questo villaggio?' domanda mio padre.
Meccanizzazione senza modernizzazione.
Divari irreparabili.
Contadini che si danno all'alcool, perche' e' l'unica via d'uscita.

Alcuni cominciano a bere alle cinque e trenta del mattino..

20 giugno 2007

Monsoon

This & That (1)
This & That (2)

Dalla polvere al fango. Sono arrivati i monsoni anche qui, nella citta' che dieci giorni fa vantava la temperatura piu' alta di tutta l'India. Non e' normale che la pioggia arrivi cosi' lontano, dopo aver viaggiato per migliaia di chilometri dalla punta estrema del Tamil Nadu - i contadini si abbracciano per strada, sperando che le loro terre possano finalmente avere acqua sufficiente per dare un raccolto anche lontanamente simile a quello delle pianure fertili del sud.

Noi ci aggiriamo per il villaggio nelle brevi pause tra un acquazzone e l'altro, togliendoci le scarpe, affondando nel fango fino alle ginocchia. Siamo fradici ed abbiamo freddo, ma risentiamo dell'euforia generale, galvanizzati dal gracchiare frenetico di centinaia di enormi ranocchie verdi fosforescenti comparse dal nulla (dove vivono le rane in una terra senza acqua?) - la colonna sonora di un villaggio che risorge. In parte.

Oltrepassati i confini invisibili che separano una casta dall'altra, lo stesso canto delle rane sembra portare qualche presagio nefasto. Il villaggio e' stato costruito in modo tale che se l'acqua dell'enorme pozza centrale straripa, fluisce tutta in una direzione: verso le catapecchie di fango dei senza-terra. La pioggia martellante distrugge i tetti dall'alto e inonda le case dal basso, sciogliendo lentamente le mura ed i pavimenti. Case intervistate due giorni prima sono letteralmente scomparse, le famiglie costrette a rifugiarsi presso qualche parente piu' fortunato. E per loro non esiste neanche la prospettiva di un raccolto migliore.

Ma la cosa che piu' mi fa paura e' che non sembra esserci alcuna rabbia o senso di ingiustizia. Qualsiasi calamita', sventura o sopraffazione viene accettata in maniera passiva, come se fosse inevitabile. Per questo non si organizzano, per questo non protestano, per questo i tentativi di far aderire i lavoratori di questa zona ad un sindacato sono (quasi) tutti falliti. Non riesco mai a capire quale sia il ruolo della religione in questa vocazione all'impotenza. La maggior parte degli abitanti di questa zona non e' neanche induista, ma Sikh - in teoria paladini dell'uguaglianza sociale, turbante in testa, coltello al fianco. L'unica spiegazione che riesco a dare e' l'assuefazione dovuta a generazioni di soprusi e la provenienza da regioni diverse, ciascuno di loro uno sradicato disilluso, nucleo a se' stante, impotente.


Imbarazzo della scelta


823 miglia da dove?


The Matrix (dharamasala dove facciamo campo-base)

Late. Victoria train station.


Risk


Spero di poter aggiungere foto di 25 F quando Ram mi permette di rubargliele..

14 giugno 2007

25 F

Ci sono posti al mondo che non si possono permettere neanche un nome, tanto sono disgraziati. Poterli chiamare li renderebbe reali.
Il villaggio dove sono arrivata due giorni fa e' uno di questi. Lo chiamano 25 F, ma solo perche' e' il 25esimo insediamento lungo il canale F. Qualche kilometro piu' in la' vivono gli allegri abitanti di 26 F, lungo qualche altro canale scorre la vita della popolazione di 13 B o 6 L. Che senso ha darsi un nome quando la propria vita e' una parentesi?
Gli insediamenti in questa zona del nord del Rajsthan sono stati tutti creati dal nulla negli anni trenta, quando il governo locale ha deciso di ripopolare la zona creando un'enorme rete di irrigazione. Con qualche sussidio qua e la', varie bustarelle e qualche ricatto, oltre ovviamente all'attrattiva di poter trovare lavoro e terre 'fertili', migliaia di persone si sono riversate improvvisamente in questa fascia di deserto, dove la terra e' a scaglie e le polveri sottili obnubilano la vista. Da 25 F si intravedono appena gli eucalipti della strada principale. Piccolo dettaglio: sono a meno di 100 metri di distanza.
Chi aveva i soldi negli anni trenta si e' subito accaparrato enormi appezzamenti di terra - 80, 100, 170 ettari - , chi non aveva niente, l'80% della popolazione, pensava di aver finalmente trovato la 'terra promessa' dove l'acqua scorre tutto l'anno ed il lavoro e' sempre assicurato.
Ma le terre promesse non promettono sempre il meglio. Nel corso degli ultimi ottant'anni gli Zamindar (signorotti locali) hanno stretto la cerchia, forzato centinaia di lavoratori all'indebitamento, rendendoli letteralmente schiavi, 'Siri'. Gli schiavi vengono pagati, sia chiaro. Ma lavorano dalle 12 alle 14 ore al giorno per un salario che a mala pena basta a sfamare una persona. E non sono liberi di scegliere.
Il problema e' che neanche i 'liberi' la passano tanto meglio. Quei pochi che ancora non hanno chinato la testa non trovano piu' lavoro - tutte le principali operazione agricole vengono svolte dai Siris, che costano meno e sono costretti a seguire ogni volonta' dei padroni. Quando un gruppo di 'daily labourers' ha tentato di protestare per farzi alzare i salari, gli Zamindar si sono riuniti ed hanno deciso di non farli piu' lavorare nei loro campi, costringendoli all'emigrazione.
Dhampar Singh ci racconta che non ha scelta - 'loro sono uniti, noi abbiamo paura - ed io non ho neanche i soldi per andare altrove'.

10 giugno 2007

Frammenti e trame

Lungomare, MumbaiSoumita
In direzione ostinata e contraria
Perche' sprecare elettricita'? Ruota spinta 'a mano' (notare uomo sospeso)
Ed e' subito sera

RisveglioTuristi anche noi, a volte
The animals went in two by two

Le invasioni barbariche
Uday
Con Paramita e Divya
The flame of the forest
La sera, competizioni di canto

Frammenti e trame (2)

Pensieri notturniProvogue
Oltre il bianco. Dhobi gat di Mumbai




Le 24 ore di treno sono avviamente diventate trenta - interminabili, torride, polverose. I giornali di oggi dichiaravano a gran voce che ieri sono stati toccate le temperature massime negli ultimi dieci anni: 46 gradi in Uttar Pradesh (dove passava il nostro ignaro treno), 48.9 a Ganganagar, dove arriveremo domani mattina. Un vero inferno, non avevo mai patito cosi' tanto il caldo in vita mia - mi sembrava di avere un phon acceso in faccia. In tutto il nord del paese ci sono gia' state 56 morti per il caldo, oltre ad un centinaio di nuovi suicidi dovuti a fallimenti del raccolto. Una silenziosa catastrofe.
Nell'ultimo villaggio dove siamo stati (si chiamava Nimshirgaon, ma da li' non sono mai riuscita a scrivere) di suicidi recenti ne abbiamo incontrati tre. E quando da testate di giornale diventano eventi reali che coinvolgono famiglie intere, lo stomaco reagisce in maniera diversa. Ho intervistato vedove a cui non era rimasto nulla, se non un pezzo di terra arido che non sapevano coltivare e che spesso erano costrette a vendere per ripagare i debiti del marito. Molte non possono neanche uscire di casa, secondo un obbligo tacito del villaggio. Altre sfidano le malelingue, avventurandosi guardinghe verso le pozze d'acqua a mezzo kilometro di distanza trasportando enormi pesi per i vicini di casa in cambio di qualche rupia. Sopravvivono con sei, sette, otto rupie al giorno, magre, ammalate, aspettando una morte che puo' solo portare sollievo.

******************

Sono stata accettata anche alle ultime due universita' dove avevo fatto domanda. Panico. Ho bisogno di una mano per scegliere. Cmbridge, LSE, Soas o Sussex? A Cambridge ho una borsa di studio, alla LSE sono previsti due anni, uno a Londra, uno a Parigi.

Un abbraccio.

08 giugno 2007

Piccole aggiunte. Mai sufficienti

Continuo a vagare per il subcontinente, fermandomi dieci giorni in un posto, due in un altro, senza ordine apparente. Ieri trentadue ore di treno, oggi ne sopportero' altre ventiquattro - Mumbai-Calcutta, Calcutta-Delhi. Una follia, in realta': Mumbai-Delhi sono 'solo' 12 ore..
Il motivo? E' esplosa un'ondata di violenza in Rajasthan, capitanata da un gruppo etnico della zona che richiede lo status di 'Scheduled Tribe', ovvero 'tribu' protetta' (cosa che gli garantirebbe vantaggi economici e sussidi). Ventisei morti nella scorsa settimana, treni in fiamme, stato di assedio.
Inizialmente la nostra tappa in Rajasthan era stata rimandata, anche per paura di eventuali distorsioni nei dati a causa delle violenze - ma poi la situazione sembra essersi tranquillizata. E quindi.. (Il dieci arriveremo a Ganganagar, nel nord del Rajasthan, vicino al confine con il Punjab).

Scrivo sempre meno spesso, ne sono consapevole. E aggiungere foto non e' mai facile (ripeto che molte delle foto sul sito non sono mie: mi e' stato vietato di fare foto nel villaggio, quelle che vedete sono fatte dal mio 'capo' Ram). Vorrei mostrare i castelli di cemento, le pile di immondizia per le strade, i fasci di luce che spezzano il buio nelle catapecchie. Raccontare che anche un pavimento di fango puo' essere pulito (con una scopa di ramoscelli), che il miglior dentifricio e' la cenere, che non ho mai visto piatti scintillanti come quelli lavati con la terra del cortile.

Le mie foto saranno aggiunte, quando ho un istante. Ci sono, attendono solo di essere connesse ad un computer.

Ho scritto anche qualche articolo.. ma anche quelli dovranno attendere - so che sembra ridicolo, ma i pochi giorni in cui ho accesso ad un computer non ho letteralmente tempo per usarlo.

Scappo. Un abbraccio, vale.
p.s. Questo blog comincia a frustrarmi..

27 maggio 2007

Warvate Kanderao, qualche foto

Aratro

Una compagnia locale di sementi e fertilizzanti impartisce 'lezioni' ai contadini sulle migliori pratiche agricole da adottare

Nei campi
Chili
In casa (notare poster comunista ll'incontrario!)
Raduno comunista



Correggendo i questionari completati nella casa del 'sindaco' (Sarpanch)


Interviste. Da sinistra: Sneha, Kalyani, Vikas (e l'intervistato)
Interviste 2. Bhagwan e Aparagita.Donne all'opera con i chapati (lavoro che ovviamente non verra' considerato tale dalle statistiche ufficiali)
Uomini a tavola prima di un matrimonio


Le difficolta' incontrate nel cercare connessioni internet continuano, ma la cosa ha smesso di stupirmi. Per qualche strano motivo mi ero convinta che 'la rete' arrivasse davvero dappertutto, una sorta di tappeto steso sul mondo che ci rende tutti uguali (ed accessibili). Ma anche a Warvate Kanderao, il secondo villaggio delle mie peregrinazioni, tappeti e uguaglianza sono parole utopiche. Nord del Maharastra, Buldana district. Una zona completamente arida, dove meno dell'1% delle terre vengono irrigate. Coltivano cotone (venduto a prezzi eternamente decrescenti, nonostante il largo utilizzo di sementi geneticamente modificate), noccioline (groundnut, le ho mangiate ancora un po, verdi, sono divine..), lenticchie ed altre varieta' locali.


Diversificazione prossima allo zero, terreni sempre piu' asciutti e inproduttivi, frammentazione costante delle proprieta' (ogni figlio maschio ha diritto ad una fetta uguale di eredita' - se il padre coltivava 12, il figlio coltiva 3 o 4, se gli va bene), indebitamento sistematico dovuto a rendite sempre decrescenti sono i principali problemi che affliggono la zona.


A differenza di Dungharia, il primo villaggio nelle colline del Rajasthan (dove vigeva una divisione sociale di tipo tribale), a Warvate il sistema delle caste e' una realta' preponderante. I commercianti vivono in enormi castelli di cemento dipinti di brillanti blu e rosa, i contadini si possono permettere una casa di fango e pietre, i braccianti vivono in catapecchie di paglia e fango che vengono distrutte all'arrivo del primo monsone.


Esiste pero' una strana forma di uguaglianza all'interno del villaggio - la presenza costante di enormi poster di bambini bianchi come il latte, con riccioli biondi da spot pubblicitario. Loro ridono, i denti da latte bene in vista. Alle loro spalle scritte inquietanti ('god is always with you', o meglio, 'don't adapt your dreams to your powers, but your powers to your dreams').. In seconda posizione, immagini di pagode giapponese, seguite dalla sempiterna cascata idillica immersa nel verde, ricordo costante dell'acqua che qui non c'e'.


RITRATTI




26 maggio 2007

Dungaria

Le immagini possono dire molto piu' che le parole.

Coltivazione di Mung



Donne manovali (costruzione di una strada sotto il programma statale NREG, fonte primaria di reddito nella zona)

25 maggio 2007

Ennesima foto di gruppo (loro le amano) con alcune co-lavoratrici e donne del villaggio
Durante le interviste (quella in rosa sono io)


11 maggio 2007

Post-pulman

Quando ho detto che un pulman mi stava aspettando non credevo di scomparire dieci giorni nella giungla..
Ed invece siamo stati trasportati in un mondo parallelo, dove l`elettricita` e` una parola che fa ridere e dove esiste solo la sussistenza, a momenti nenache il baratto. Non esistono affitti, non esistono rendite: se per caso hai `troppa' terra e non hai i soldi per coltivarla, la regali a qualcun`altro.
Quattro ore a sud di Udaipur (sud del rajasthan), in mezzo alle montagne, lungo la scalanatura di un fiume in secca. Dormivamo in un paesino, sveglia alle cinque in punto, in jeep alle sei meno un quarto, trenta minuti di strada sterrata, poi trenta minuti di cammino.. poi interviste senza fine (per gli intenditori: Chambers sarebbe stato quasi fiero di noi..).
Non so da dove cominciare per descivere, mi sembrano passati secoli da quel 22 di Aprile che mi ha vista partire, secoli dalle ansie e dai mal di pancia dei primi giorni.
Il progetto e` folle, ma fattibile. A Dungaria (il villaggio che abbiamo finito di intervistare ieri) c`erano 120 nuclei familiari. Ognuno con un piccolo appezzamento di terreno arido e pieno di sassi (ci vogliono 24 giorni lavorativi per liberare un campo di tre bigha - circa 1 ettaro e mezzo - dai sassi), ognuno con una famiglia di bambini denutriti alle spalle. Nove, dieci, undici figli per famiglia. Nessuno va a scuola (il maestro del villaggio e` sempre ubriaco e non si presenta in classe, e comunque il villaggio e` cosi` sparso per le montagne che alcune case distano piu` di cinque kilometri dalla scuola), nessuno ha un bagno, una pentola con cui cucinare o un piatto su cui mangiare. Gli alberi, in questa zona, non hanno nomi: si chiamano solo 'l`albero dalle foglie da piatto', 'l`albero dalle foglie per pulirsi il sedere', `l'albero dalle foglie per fare l`alcool` (particolarmente pregiate, ovviamente).
Le donne camminano 26 kilometri (andata e ritorno) verso il villaggio 'vero' (con strada non sterrata) piu` vicino, partendo a mezzanotte e tornando la mattina dopo entro l`ora di pranzo, solo per vendere un fascio di legna per trenta rupie: cinquanta centesimi di euro.
Sono stanca, ma felicissima. Alcuni giorni andavo con gli altri a fare le interviste (annotando i commenti marginali), altri rimanevo nel villaggio base a correggere tutti i questionari,verificando che non vi fossero incongruenze e inesattezze - massacrante, ma favoloso - mi sembrava di infilare il naso nella vita di un mare di facce che pian pianino assumevano un colore, una personalita`.
Ora sono ad Ahmedabad, in Gujarat. Ed ancora una volta e` finito il mio tempo al computer..

La prossima volta provero` a scrivere con un intervallo piu` breve (anche per facilitare le descrizioni, cosi` e` una pura follia).

p.s. Ho imparato a mangiare il mango senza sporcarmi le mani. Sono queste le vere conquiste indiane.
Sul treno il giorno dopo averli conosciuti (24 ore di viaggio tra Calcutta e Delhi) - quella verde e Sanoval, dietro di lei si intravede Sudip.
Il gruppo al completo (foto scattata ieri). Where is Waldo??

Sonno sonno che vai pe` le mura (sonno pomeridiano, la notte dormiamo tutti assieme sul tetto)

Passeggiata lungo il fiume (Uday e` appena caduto in acqua, per la gioia di 40 bambini che stavano facendo il bagno..)

Il centro dove siamo stati ospitati i primi giorni, prima di addentrarci nella `giungla` (la chiamano cosi`)

Vecchie foto

Easy rider
Behind the wall

Contenitori in vendita (per portare a casa l`acqua santa del Gange)

Nel fiume

Mucchi di merda (da bruciare durante l`inverno)

02 maggio 2007

meta` di un racconto di un inizio

Scrivere sara` molto piu` difficile del previsto. Ed anche per le foto sara` un problema. Per una volta non sono una viaggiatrice, ma un` ospite in un delicato equilibrio che non contempla ore all`internet point (non ci sarebbe neanche la possibilita` fisica, in realta` - dormiamo in un`oasi in mezzo al nulla del sud del rajasthan), ne` tantomeno le mie ambizioni di fotografa (mi e' stato vietato di fare foto nei villaggi, quindi molte delle foto che pubblichero` non saranno mie, ma del mio capo).
Ho incontrato gli altri membri del team di ricerca - uno strano gruppo che include piccoli indiani con i baffi ed i sorrisi intimiditi, giovani donne in carriera, una splendida trentottenne musulmana nascosta dietro veli verde pisello, piccole ragazzine impaurite, dottorandi presuntuosi..
Il progetto e` piu` complesso di quanto non avessi immaginato, ma sembra decisamente interessante. Venti pagine dettagliate di questionario volte a valutare le relazioni agrarie ed il livello approssimato di reddito nei due stati prescelti: Rajasthan e Maharastra

(......)

devo scappare.. mi attende un pulman con il resto del gruppo - finisco la prossima volta che riesco ad avvicinarmi ad un computer!

30 aprile 2007

Varanasi


Ode per una citta` che mi ricorda Calvino
(nello stile delle citta` invisibili)

Se mi vorrete credere vi parlero` di Benares, adagiata lungo le sponde del sacro Gange.
A Benares nulla si assomiglia, nulla si ripete – il rettangolo di una finestra non ha la stessa forma del rettangolo della finestra accanto; se una casa vanta una cupola lucente, un`altra mette in mostra splendidi balconcini in ferro battuto; se un tempio presenta guglie svettanti, quello accanto sara` incastonato nel terreno, abbarbicato ad un ficus dalle mille radici.
Accanto al negozio tinto di celeste, sfolgora quello turchese, ed ancora quello rosso, giallo ocra, verde pisello. I fili della corrente, a Benares, non vanno dritti, ma si ingarbugliano in matasse, come indecisi sul dafarsi o impauriti dall`idea di essere considerati `normali`. Persino le sfere degli ombrellini da preghiera, al secondo sguardo, sono tutti diversi - alcuni in paglia, altri in tela, tutti deformi, molti rammendati.
La citta` e` un groviglio di forme accatastate, incongrue, inconsistenti. Ogni oggetto, a Benares, vive per mezzo delle relazioni che instaura con ogni altro: l`aquilone del bambino rimanda al rombo sulla fronte della donna che si lava ricurva nel fiume, il colore zafferano del suo sari rimanda al telo sgargiante con cui vengono avvolti i corpi dei morti da bruciare, e la morte, la morte rimanda a tutto il resto.
Eppure e` proprio questa centralita` della morte che mette in luce la potenza della vita - un velo nero di sottofondo che esalta la luminosita` dei gialli, dei celesti, dei blu.

Hindi classes

Una delle centinaia di foto di famiglie allargate - sono loro a supplicarmi di fargliele, per poi scarabocchiarmi indirizzi incomprensibili su un foglio svolazzante.

Cerimonie lungo il fiume

Religione e` vanita` (sadu si riflette in uno specchio)

Cerimonie

Villeggiatura

E tu chi sei?

26 aprile 2007

Allora:

Pochi secondi dopo me li hanno tirati in braccio tutti e tre..
Ci ho messo un po’ a capire cosa fossi venuta a fare. A chi mi faceva domande rispondevo meccanicamente, senza quasi sapere io stessa cosa mi aspettasse, e, soprattutto, perché lo stessi facendo.
Come di carattere, mi capitava di osservare dal di fuori la vita degli altri, convinta che le loro fossero le scelte giuste, essendo il mio solo un tergiversare senza meta apparente.
Non che adesso abbia capito. Ma appena sono uscita nei 42 gradi che mi attendevano fuori dall’aeroporto di Delhi (nel senso che aspettavano proprio me..) mi sono sentita nuovamente a casa. L’aereo era stata una (lunga) parentesi – l’India era un luogo conosciuto, amato. Sapevo dove volevo dormire, cosa mangiare, quanto era giusto spendere, come comportarmi. Con la treccia adagiata sulla spalla ed un salwar kameeze addosso anche i negozianti dell’affollatissima Paharganj non mi hanno fatto pressioni – raro, lo giuro.
Sono passati solo due giorni e soprattutto non ho ancora incontrato le persone che mi accompagneranno nei prossimi tre mesi di lavoro, ma comincio ad avere fiducia. Se non altro mi è passato quel terrore irrazionale che mi aveva preso nelle ultime settimane prima della partenza.
Mi sono già abituata al caldo opprimente ed alla pancia appiccicaticcia, agli odori nauseabondi di Varanasi ed agli uomini che mi toccano il culo con non-chalance. Mi sono già fatta 15 ore di treno assieme ad una famiglia emigrata dello Srilanka che non poteva accettare che io non mangiassi il loro riso giallo e dhal (lenticchie) piccante e, last but not least, ho già bevuto chai. Domani notte altre 15 ore per arrivare a Calcutta..


Indian beauty

Foto

Immagini stupide per dare un`idea.. quelle serie arrivano tra poco..


Lord Krishna (piazza del Paharganj di notte)

Delhi by night

Confusione

Urban bias

Caron dimonio

25 aprile 2007

Arrivata

Non e` tanto facile trovare un luogo dove eclissarsi qualche ora a scrivere. Ancora meno facile e` trovare la voglia di abbandonare i vicoli contorti delle citta`. Le foto arriveranno presto. Volevo solo dire che sto bene, che dopo una notte a kuwait city (l`aereo ha fatto 10 ore di ritardo) ed una a Delhi, sono arrivata a Varanasi, la culla del Gange..

Scrivero` presto.

Promesso.

17 aprile 2007

Faccio cose, vedo persone

Stairway to heaven (Nocelle, sopra Positano)

Ho aggiunto nuove foto nel link degli 'scatti', anche se dal giorno in cui parto (Domenica) credo che comincerò a scrivere e mettere immagini direttamente nella pagina principale..
Per ora vivo in una sorta di torpore pre-partenza - terrorizzata, ma sicura di quello che faccio. Litigo con Microsoft Access un paio di ore al giorno (nel tentativo di imparare a gestire improbabili database immaginari), vago per Roma scattando foto, bevo plurimi caffè con amici, vado a camminare in costiera amalfitana come se nulla fosse, osservo sconsolata l'armadio cercando di ideare una 'valigia ideale', mi chiudo in camera oscura, compro farmaci e mi sparo dosi di iniezioni anti-tutto (si, 'faccio cose, vedo persone' era più sintetico ed efficace).. una vita in sospeso, sull'orlo di qualcosa di diverso.

13 aprile 2007

L'origine

Erranti Erotici Eretici (Ermetici?)

Divertimento - Quando io mi son messo qualche volta a considerare il vario affannarsi degli uomini e i pericoli e le pene a cui essi si espongono, e donde nascano tante contese, passioni, imprese ardite e sovente cattive, son venuto in chiaro che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una sola causa, che è il non sapersene rimanere in riposo in una stanza (…).

Tutti concordano che quello del re è il più bel posto del mondo; eppure ci si immagini un re, circondato da tutte le soddisfazioni che possano appagarlo, se è senza divertimento ed è lasciato a considerare e riflettere su quello ch’egli è, quella sua malinconica felicità non lo sosterrà affatto, se è privo di ciò che si denomina divertimento, eccolo infelice, e più infelice del più umile dei suoi sudditi, che però giochi e si diverta (…).

Un tale passa la sua vita senza annoiarsi, giocando tutti i giorni per un piccolo importo. Dategli tutte le mattine il denaro ch’egli può guadagnare ogni giorno, a patto che non giuochi più: voi lo renderete infelice. Si dirà forse ch’egli cerca il divertimento del gioco e non il guadagno. Fatelo dunque giocare per niente: non ci si riscalderà e si annoierà (…).

Pascal, Pensieri

12 aprile 2007

Religioni in vendita


Da quando ho la mia nuova macchina fotografica non riesco più a stare ferma. Immagini banali della mia vita romana assumono significati traslati - vie che ho sempre percorso mostrano nuove facce. Forse è la partenza imminente: comincio a vedere cose vicine con occhio distante.
Queste sono due immagini scattate lungo via de' Cestari, dietro largo Argentina. Nel sottofondo il suono di un dulcimer rumeno (quello strumento a corde trapezoidale), nei negozi piccole suore ricurve alla ricerca di nuove vesti e frotte di turisti sudati. Viva il libero mercato.

Supermarket


(…) perché il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto (…). Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un passato che non sapeva di avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti. (…).
- Viaggi per rivivere il passato? - era a questo punto la domanda del Kan, che poteva anche essere formulata così: - Viaggi per ritrovare il tuo futuro?E la risposta di Marco: - l’altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.

Le città invisibili, Italo Calvino

11 aprile 2007

Forse un mattino

Fatti non foste a viver come bruti (villa Borghese, Roma)

La finestra sul cortile (Calcata)

'Per favore non pisciate qui, vi porterà male' (Calcata)



Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Montale, Ossi di seppia


06 aprile 2007

Buona Pasqua


30 marzo 2007

L'infanzia di Abelardo

Se ho superato la mia pigrizia congenita e sviluppato una passione per la montagna, è solo grazie ad Abelardo e alla Strega delle Dolomiti. Quando ero bambina, ogni estate mio padre doveva lottare contro le danze della pioggia che architettavo con mio fratello, nella speranza di non essere trascinata a camminare tra le vette del Catinaccio d'Antermoia, del Sasso Lungo o del Sella.
Ma un giorno papà ha cominciato a raccontare. E da allora..

Abelardo è un buono che finisce per fare la parte del cattivo. A poco meno di un mese stacca il capezzolo della madre con un morso, e da allora comincia la sua saga. La storia di base è semplice: la famiglia lo odia e lo manda in riformatorio, lui fugge in mongolfiera ed atterra in mezzo alla foresta amazzonica dove un gruppo di aborigeni decide di mangiarselo, cucinandolo per lunghe ore in un pentolone pieno d'erbe. Ma Abelardo sopravvive. E comincia le sue battaglie con la Strega delle Dolomiti per il predominio sulle vette italiane.

A natale io e Nicky abbiamo deciso di rappresentarne una nostra versione come regalo per papà. Questi sono alcuni estratti dei nostri sforzi..


Abelardo stacca il capezzolo alla mamma
A quattro anni, si ciba di animali morti
Rabbia al riformatorio
Fuga in mongolfiera
Nella pentola che lo renderà immortale

29 marzo 2007

I Senza Terra (radici in movimento)

Serata al Queens, locale sperduto sulla Colombo (n° 1800)

Un pò di pubblicità agli amici non fa mai male.. E poi questa foto da coro Alpino mi fa ridere, ondeggiavano tutti e tre nel sottofondo mentre Roberto modulava un canto Sardo con la chitarra.. (Marta ha una faccia da 'vocazione ultraterrena'!)


19 marzo 2007

Assenza d'inchiostro


Non avrei mai pensato di ritrovarmi a scrivere su una rete eterea, dove l'inchiostro nero non ha neanche ragion d'essere.

Ma forse è il modo migliore per infilarsi tra le maglie, per svelare l'anello che non tiene: approfittare dell'instabilità digitale per combatterla, e, combattendola, apprezzarla.

Partirò presto per l'India, sarà questo il mio modo di raccontarmi (con molto imbarazzo e foto a volontà).. Grazie Rocco per la spinta - vedremo se ne sarò degna!

18 marzo 2007


Eureka

IL blogghino della Valduzza...
Oioi bene, maledetta

Rocco

15 marzo 2007

The Office

Il mio ultimo giorno all'Ansa, assieme ai miei 'compagni di ufficio' (non sono mai riuscita a dire 'colleghi', mi faceva sentire troppo adulta)
Da sinistra verso destra:
dietro - Cristiano, Roberto, Fabio, Ettore, Arabella
davanti - Marta, Chiara, io, Angela (capo, in ginocchio), Grazia e Lawrence


Una foto a testa..